Cosa vuol dire avere abitudini vincenti?
Esiste davvero un metodo per innescare comportamenti virtuosi e radicarli in te? E cosa puoi trarne? Quali successi ti faranno raggiungere? Quali ostacoli dovrai superare?
Facciamo insieme il punto sul complesso rapporto tra routine e consapevolezza.

Partiamo da un assunto importante: se non scegli un’abitudine, ne subisci certamente una. Passivamente.
Se non sei tu a decidere cosa fare al mattino appena sveglio, per esempio, allora ci saranno meccanismi automatici, inconsapevoli e spesso antiproduttivi, che innescheranno abitudini senza il tuo consenso.
Si sente chiaramente il campanello d’allarme che indica qualcosa da evitare, un atteggiamento passivo che non aiuta la consapevolezza e di certo non ci rende protagonisti delle nostre azioni.

Un’altra importante considerazione viene dalle testimonianze degli altri, di coloro che hanno trovato una strada per raggiungere il loro Scopo, obiettivo dopo obiettivo.
Moltissimi imprenditori di successo, uomini di business e innovatori hanno dichiarato di trarre un aiuto fondamentale dalle loro abitudini e dalle routine vincenti. Non esiste di certo un pattern di abitudini vincenti “standard” e comune a tutti loro, perché la vita di ognuno è diversa, come differenti sono gli obiettivi e i percorsi. Tuttavia tutti hanno un insieme di abitudini positive sempre in divenire, perché una volta acquisita una buona abitudine, spesso si affronta la sfida di “impararne” un’altra. 

Non inizi a invecchiare fintanto che non smetti di imparare
Bill Gates

Cambiare abitudini: uscire dalla comfort zone e mettersi in discussione

Cambiare una propria abitudine e introdurne una nuova al suo posto vuol dire uscire da un territorio noto e avventurarsi verso l’ignoto. Risulta difficile soprattutto inizialmente, perché fa scattare in noi un meccanismo di difesa automatico che ci mette in guardia, crea resistenze, ci ostacola. È una difesa ancestrale, che risiede nelle zone più antiche del nostro cervello (l’intelligenza rettile) e che va dominata, riconosciuta, controllata. Pena: auto-sabotare i nostri progressi.

Riconoscere che non tutto ciò che sei è quel che vorresti essere, impegnarti per migliorare e controllare la tua vita anche nei piccoli gesti quotidiani vuol dire mettere in discussione le tue certezze, in qualche modo ammettere con te stesso che non sei perfetto così come sei. Vuol dire chiedere a te stesso di diventare la versione migliore di sé.
Per questo motivo, superate le resistenze del tuo cervello rettile, ti avvii verso un percorso di soddisfazione e aumento dell’autostima.

Acquisire una nuova abitudine che ti aiuta nella quotidianità vuol dire traghettarla nella comfort zone e quindi ampliare l’area in cui ti senti a tuo agio. Contemporaneamente ti vedrai vittorioso su una paura, avrai superato un ostacolo che ti sembrava insormontabile e questo ti porterà una forte dose di entusiasmo, gioia e forza di iniziare immediatamente la sfida successiva.

La tecnica della rana bollita

Ma come si fa a superare quella resistenza iniziale? Come si fa a controllare e “ingannare” il nostro cervello rettile che ci spinge a fuggire da tutto ciò che è sconosciuto e potenzialmente pericoloso?

Una tecnica molto valida è quella della rana bollita, o dei piccoli passi.
Se provate a mettere una rana dentro l’acqua molto calda, quella schizzerà fuori impaurita all’istante: è uno shock troppo profondo e spaventoso per lei, come è ovvio che sia.
Se però prendete quella stessa rana, la mettete in acqua fredda e poi riscaldate l’acqua con gradualità, lei non si renderà conto di quel che sta succedendo. Resterà immobile dentro l’acqua, fino anche a livelli pericolosi per se stessa.

La tecnica ci insegna che le abitudini vanno assimilate con gradualità, poco alla volta. Evita in cambiamenti eccessivi: non pretendere di partire a razzo, di rivoluzionare tutto subito con uno scossone. Otterrai solo uno shock interno per i tuoi equilibri e ti stancherai facilmente e presto.

Meglio un micro-obiettivo raggiunto che un grande obiettivo mollato. 

Ci sono molte teorie intorno ai giorni necessari perché un’abitudine si instauri saldamente in noi stessi e nella nostra routine. Alcuni dicono 66 giorni, ma io tenderei a privilegiare la teoria che individua nei 90 giorni il tempo minimo per raggiungere il cambiamento.

Non pretendere che le tue abitudini cambino in una settimana. Se non hai mai corso o non corri da moltissimo tempo, per esempio, non porti come meta di andare a fare jogging ogni giorno: inizia con obiettivi più raggiungibili. In questo caso, potresti porre come prima tappa una corsa breve per due volte a settimana, per alzare l’asticella gradualmente ogni volta che l’abitudine si è consolidata.
Questo è l’unico modo per evitare di mollare la presa dopo poco tempo, auto-sabotando la nostra riuscita inconsapevolmente.

Ricompensa e misurazione: le tue parole chiave indimenticabili

Perché il tuo cervello e il tuo corpo si “prestino” allo sforzo di apprendere e automatizzare una nuova abitudine, devi concedere loro soddisfazione e gratificazione ogni volta che ti aiutano nell’impresa.

Ricordi quando poco più in alto parlavamo della forte scossa di entusiasmo che deriva dal superare i propri limiti? Quella è la ricompensa che non deve mai mancare perché un’abitudine possa essere associata direttamente al piacere dal tuo cervello. Il suo contrario, ovvero non mettere in atto quell’abitudine, sarà di conseguenza associata al dolore.

Come “materializzare” quel gesto che sigla il successo e concede la ricompensa?
Uno strumento spesso utilizzato è la lista: ogni volta che cancelliamo e depenniamo un elemento di una lista, etichettandolo come “fatto”, la scossa di gioia e soddisfazione è tangibile. Alcuni studi dimostrano che il gesto fisico di cancellare con una penna un task, dà piacere e rilassa.

Un altro fondamentale passo che dovrai fare perché le tue nuove abitudini diventino qualcosa di “tangibile” nel quotidiano, è monitorare e misurare i tuoi progressi.

Oltre ad aiutarti a capire a che punto ti trovi con il tuo percorso, contribuirai ulteriormente al meccanismo della ricompensa.
Siamo fortunati: al giorno d’oggi la tecnologia ci viene spesso in soccorso e alcune App fatte molto bene ti possono aiutare a tracciare e misurare i tuoi circuiti virtuosi.

Te ne consiglio 3.

StickK, sviluppata dall’università di Yale ti fa “prendere un impegno con te stesso” e ti aiuta a portarlo avanti passo per passo. Puoi persino dare il compito a un amico o familiare di controllare il tuo progresso in una determinata data. Multipiattaforma e dal layout davvero carino.

Habitbull, molto intuitiva e con notifiche intelligenti per ricordarti i tuoi task giornalieri. Ottimo anche il sistema di ricompensa e motivazionale. Disponibile per iOS e Android.

Habitshare, per chi ama condividere i propri progressi, mette a disposizione un piccolo social network per confrontarsi sugli obiettivi raggiunti. Layout caldo e amichevole.

Next Step

Prendo spunto dal mitico Alessandro Vella che nel suo sito indica cinque abitudini vincenti ricorrenti nelle vite dei più grandi imprenditori.
Il tuo esercizio per iniziare a cambiare abitudini consiste nel leggerle, selezionarne due che senti più appropriate per te e tramite una delle App che ti ho suggerito, iniziare subito a inserirle nella tua routine.
Scegli i tempi e i modi più adatti al tuo stile di vita, ma non dimenticare di misurare e tracciare i tuoi progressi!

1) Fare almeno 30 minuti di esercizio fisico al giorno

2) Leggere almeno un libro al mese

3) Eseguire una sessione di meditazione ogni giorno

4) Svegliarsi un’ora prima rispetto all’orario di sveglia attuale

5) Porsi un obiettivo principale ogni giorno (è provato che averne molti distrugge la produttività)